domenica 1 settembre 2013

finalmente a casa



Gaiamente mi approssimo alla città con la mente empia di  trepidanti attese.  Già domani potrò tornare  a deambulare celere in posizione ortogonale su pianeggianti sentieri, da indagare e segnare ( cfr. http://scenaurbana.blogspot.it/2013/08/sentieri-urbani.html ). Un variopinto mercato, sul percorso verso il lavoro, mi ripagherà della penuria di gente vociante e smodatamente abbronzata. Quel  frusciante ronzio inframezzato di clacson e stridori, tipico dei “paesaggi sonori” in ambito urbano (che con signoria studia e conosce  l’amico Valerio) , mi accompagnerà nel tragitto. Con la fine d’agosto, la città si riapre e dismette quel vacuo sentore di razionamento e coprifuoco. I colori del verde e del cielo digraderanno nei rassicuranti toni del grigio e con rassicurante certezza andrò a sbattere contro qualche incompiuto cantiere stradale.
memoria cromatica d’estate

La vita pulsante della città al rientro feriale, è fatta di ondivaghi autisti ancora convinti di scemare su dune sabbiose. Scaffali del supermercato svuotati come in procinto di un cataclisma. Qualche piccolo aumento tanto non se ne accorge nessuno e noiosi ricordi di viaggio o vacanza da  dover ascoltare o vedere. Le grisaglie su camicie slacciate fan trasparire cordini di cuoio con denti di tigre su colli arrostiti e nuovi  tribali cingono cosce o arabescano poppe, che sgusciano fuori da striminziti tubini ed ampi caffetani. La garanzia di piacere del ritorno in città sta tutta nella rassicurante certezza che dopo ogni estate arriva l’autunno che questo artefatto,( frutto dell’estivo iconico tramestio) , annuncia.

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